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sinossi

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Sinossi, sostantivo proveniente dal latino synopsi, elenco, e dal greco synopsis, unione di syn “insieme”, e ópsis “sguardo”, a formare la parola compendio. Letteralmente significa prospetto della materia di un trattato, ed è proprio in questa accezione che qui viene impiegato il termine: è la presentazione di un testo che nei suoi diversi aspetti, ironici, provocatori e pungenti, assume sicuramente a volte le sembianze di un trattato, non nel senso di dottrina metodologica da inculcare e diffondere, ma semplicemente come esposizione di ciò che in NCSD si può leggere, senza rivelare troppo del contenuto ma auspicando che sia uno stimolo alla lettura e al commento di un libro davvero innovativo e davvero molto apprezzato come si può evincere leggendo la sezione commenti . Buona lettura!

Odio l’entusiasmo.
Io non sono mai stato un allegrone convinto.
Mai!
Spesso ironico e allegro.
Ma sempre dubbioso…
E facevo bene…
Ora che comprendo molte più cose ho la certezza che facevo molto bene a pensar male.
Il mondo non è bello perché non è vario per niente!
È tutto uguale: monotono e ripetitivo.
Ma io non mi sento un vivente comatoso.
Sono incazzato di brutto.
E reagisco.
Voglio capire e far capire che bisogna pensare.
Ed urlo per strada quando incontro gli zombi che popolano questa terra.
Vorrei solo che la gente riflettesse di più e facesse meno cose.
Ed invece il mondo è dei dinamici.
Purtroppo.
E gli statici sono fregati.
Perché o stanno al passo col ritmo imposto dai dinamici o sono tagliati fuori.
Che palle!
Io veramente non ci sto dentro.

Nasci e sei in balia del mondo.
E già per un sacco di cose ti deve andare di culo.
Ma di culo veramente.
Almeno avere una famiglia equilibrata alle spalle ed una discreta salute.
Se ti è andata di culo vai all’asilo ed alle elementari e già lì devi farti rispettare.
Hai paura…ma o piangi o fai piangere.
Se piangi sei un pirla già da piccolo…se fai piangere un futuro teppista da tenere sotto controllo…
Ed è quindi già un periodo di scelte molto dure…altro che palle…
E qui già il mondo non ha senso.
Già qui sarebbe valida la teoria Schopenhaueriana che il mondo fa schifo, che per i cinque sesti è popolato da esseri inutili e che al mondo esiste chi subisce e chi fa subire.
Poi cresci e vai alle medie ed iniziano gli impulsi sessuali, i litigi in casa, i vizi, le tentazioni…
Giochi a pallone, sei forte ma fumi già e rendi la metà.
E poi ogni giorno è una verifica, un esame da superare…
È mostruoso.
Se ti fai le seghe e ti beccano sei un pirla, se cominci a scopare da giovanissimo un deviante, se non ti occupi di sesso pensano che sei ricchione e non ti lasciano in camera con il tuo migliore amico…
Poi sei maggiorenne e ti tira sempre l’uccello ma le donne disponibili scarseggiano anche per i migliori a quella età.
E poi le ragazze cominciano già a pensare di avere qualcosa di prezioso in mezzo alle gambe ed iniziano a chiedere in cambio attenzioni ecc…
Uno vuol sempre fare sesso ma non sa dove andare a farlo e non sa bene come si fa.
Poi quando sei vecchio sai dove andare e come si fa ma per fartelo tirare te lo devono steccare dall’ortopedico.
Da giovane sei vispo e lesto, ci vedi bene, hai la patente ma hai in mano un catorcio di macchina.
Poi da vecchio hai il grano, ti compri il macchinone e vai a sbattere perché hai i riflessi di un bradipo.
A venticinque anni ti convinci che devi trombare sempre perché fa bene all’organismo ma poi ti danno del maniaco.
Poi ti stufi del sesso e capisci che è una delusione e non chiavi più.
Poi a cinquanta ti dicono che se avessi “sparato” più cartucce non ti si sarebbe gonfiata la prostata come una mela.
Non è vita, è un Vietnam!

Io provo nel mio piccolo a dire le cose come stanno senza filtri di nessun genere.
Senza che nessuno mi abbia detto cosa dire e perché dirlo.
Penso, parlo e scrivo senza padroni e senza obblighi.
Quindi posso tentare di fare quello che fa il genio.
Posso deformare le cose e renderle crude.
Chiedermi cose all’apparenza strane…
E cercare di dare delle risposte.
Ma magari già il fatto di interrogarsi è un punto di partenza o addirittura d'arrivo.

La verità è che quando sei pazzo di una donna e vivi quei momenti sessuali amorosi meravigliosi vorresti entrarle dappertutto.
Vorresti entrarle dentro, unirti a lei ed incastrare i tuoi organi con i suoi; vorresti entrarle nell’anima per esserle veramente dentro.
Vorresti unirti veramente a lei per sempre e vorresti morirci a volte in quello stato di emozione fortissima alla ricerca di quello stato idealizzato ma impossibile che desideri da quando sei nato.
E spingi, ti sfreghi e ti strusci con il corpo, le mani, con i morsi.
Vorresti staccarle la pelle e le mani si stringono in cerca dell’infinito.

La verità è che per una persona sensibile basta un giorno di riflessione sulla vita e sul mondo per andare in crisi.
E ci sono due modi secondo me.
Il primo modo per riflettere è chiudersi in casa da soli e camminare, distendersi ed intanto meditare.
Soli e senza nessuna distrazione.
Il secondo modo per riflettere è invece andare in giro senza meta in una grande città metropolitana.
Anni fa preferivo barricarmi a casa.
Ultimamente invece preferisco vagabondare senza mèta a Milano dalla mattina alla notte.
In giro.
Su e giù dai metro, per le strada del centro e della periferia, nei locali notturni, nei negozi alla moda, nelle periferie che pullulano di cose da esplorare.
Oggigiorno se devo riflettere e trovare spunti nuovi preferisco andare in giro per Milano che stare a casa.
Soprattutto perché andando in giro riesco, oltre che ad osservare e ragionare, anche a disgustarmi…
Mi piace farmi del male.
Ce l’ho ancora e soprattutto con me stesso.
Non è masochismo.

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Ultima modifica: 20 Giugno 2005
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