

25/01/2006 - BROKEBACK MOUNTAIN: UN FILM DELICATO.
Cari affezionatissmi,
pubblico qui sul mio sito NCSD l’articolo che ho scritto per un giornale di Milano.
In realtà l’articolo è dell’ amica “Ame” che ringrazio tanto.
Il tema scottante dell’amore e del sesso dilaga in molti, se non in tutti, i film di oggi.
Io, come ricordo nell’articolo, non ho ancora visto questo film chiacchierato e sulla bocca di tutti ma sono molto curioso di capire come sia stato trattato l’argomento amore-eros-omosessualità in questa pellicola.
Vi saprò dire al più presto.
Intanto aspetto i vostri commenti all’articolo ed al film se lo avete già visto.
Fabio Bergomi
Brokeback Mountain: la recensione dell’ UDS.
pubblico volentieri una recensione del film Brokeback Mountain redatta dall’ amica “Ame” (pellicola che non ho ancora visto ma che m’incuriosisce molto per il delicato tema trattato).
La pubblico perché trovo questa recensione di gran lunga più obiettiva e sincera di molte che si leggono in giro qua e là.
A volte gli addetti ai lavori sono costretti a scrivere ciò che vuole il mercato o quello che la gente vuole leggere.
Credo sempre di più che in una società corrotta e senza onore, come quella odierna, siano le persone non direttamente coinvolte in nessun campo specifico a produrre le cose più belle.
Sono sicuro, quindi, che la recensione di un film da parte di “un uomo della strada” sia potenzialmente meno tecnica di quella di un critico professionista di lungometraggi.
Ma sono altrettanto convinto che sia oggettivamente più distaccata e quindi più disinteressatamente sincera.
Ringrazio di cuore “Ame” e come lei tutte le persone che, nonostante tutto, producono pensieri sinceri al di là di ogni dubbio.
Noi siamo gli uomini della strada, siamo fatti così.
Meno tecnici ma molto veri!
Ed alla lunga è questo che conta di più.
Buona lettura e aspetto i vostri commenti.
Immagini che scorrono lente in un agosto del 1963 nel Wyoming.
Due giovani cowboys alla ricerca di un lavoro che permetta loro di racimolare un po’ di soldi che basteranno a mala pena per la stagione successiva.
E’ sufficiente governare un gregge di pecore, lì a Brokeback Mountain; a pranzo e a cena una scatola di fagioli o una zuppa, sempre quella, sempre la stessa per giorni.
I giorni passano; una notte il freddo incoraggia i due cowboys a condividere la tenda.
Il freddo, il desiderio e la mano di Ennis che si ritrova ad accarezzare il corpo di Jack.
Nasce l’amore; un amore che legherà questi due uomini per venti anni durante i quali ognuno dei due lotterà contro quello che è successo quella notte, contro i loro reali sentimenti e desideri; perché un cowboys nel Wyoming non può e non deve essere gay.
Si butteranno allora in una vita cosiddetta normale: il matrimonio e splendidi figli che saranno l’unica gioia di cui potranno godere nelle loro vite a metà.
Per vent’anni si incontreranno tre o quattro volte all’anno, sempre lì, al pascolo di Broadbeack Mountain per vivere intensamente ogni attimo, per vivere stralci di una vita insieme che non avrebbero mai potuto avere. Solo la morte di Jack romperà l’incanto.
E’ una storia d’amore e di dolore questa, che il regista riesce a far vivere con la giusta intensità; non come la vicenda scabrosa tra due aitanti cowboys.
La pellicola può risultare a tratti lenta ma è il rischio che si corre quando si cerca di affrontare con tatto un argomento che, pur vivendo nel ventunesimo secolo, i più si ostinano ad ignorare.
Non è la storia di due cowboys gay è una storia d’amore come tante, anzi più bella di tante altre cosiddette ‘normali’ ma prive di emozioni.
Era necessario portare sullo schermo una vicenda come questa?
Forse si, per tutti coloro che pensano che omosessualità voglia dire piume di struzzo rosa e vita gaia che gaia non è affatto.
Per tutti coloro che non pensano a nulla credendo sempre e comunque di essere on the right side of the road.
pubblico qui sul mio sito NCSD l’articolo che ho scritto per un giornale di Milano.
In realtà l’articolo è dell’ amica “Ame” che ringrazio tanto.
Il tema scottante dell’amore e del sesso dilaga in molti, se non in tutti, i film di oggi.
Io, come ricordo nell’articolo, non ho ancora visto questo film chiacchierato e sulla bocca di tutti ma sono molto curioso di capire come sia stato trattato l’argomento amore-eros-omosessualità in questa pellicola.
Vi saprò dire al più presto.
Intanto aspetto i vostri commenti all’articolo ed al film se lo avete già visto.
Fabio Bergomi
Brokeback Mountain: la recensione dell’ UDS.
pubblico volentieri una recensione del film Brokeback Mountain redatta dall’ amica “Ame” (pellicola che non ho ancora visto ma che m’incuriosisce molto per il delicato tema trattato).
La pubblico perché trovo questa recensione di gran lunga più obiettiva e sincera di molte che si leggono in giro qua e là.
A volte gli addetti ai lavori sono costretti a scrivere ciò che vuole il mercato o quello che la gente vuole leggere.
Credo sempre di più che in una società corrotta e senza onore, come quella odierna, siano le persone non direttamente coinvolte in nessun campo specifico a produrre le cose più belle.
Sono sicuro, quindi, che la recensione di un film da parte di “un uomo della strada” sia potenzialmente meno tecnica di quella di un critico professionista di lungometraggi.
Ma sono altrettanto convinto che sia oggettivamente più distaccata e quindi più disinteressatamente sincera.
Ringrazio di cuore “Ame” e come lei tutte le persone che, nonostante tutto, producono pensieri sinceri al di là di ogni dubbio.
Noi siamo gli uomini della strada, siamo fatti così.
Meno tecnici ma molto veri!
Ed alla lunga è questo che conta di più.
Buona lettura e aspetto i vostri commenti.
Immagini che scorrono lente in un agosto del 1963 nel Wyoming.
Due giovani cowboys alla ricerca di un lavoro che permetta loro di racimolare un po’ di soldi che basteranno a mala pena per la stagione successiva.
E’ sufficiente governare un gregge di pecore, lì a Brokeback Mountain; a pranzo e a cena una scatola di fagioli o una zuppa, sempre quella, sempre la stessa per giorni.
I giorni passano; una notte il freddo incoraggia i due cowboys a condividere la tenda.
Il freddo, il desiderio e la mano di Ennis che si ritrova ad accarezzare il corpo di Jack.
Nasce l’amore; un amore che legherà questi due uomini per venti anni durante i quali ognuno dei due lotterà contro quello che è successo quella notte, contro i loro reali sentimenti e desideri; perché un cowboys nel Wyoming non può e non deve essere gay.
Si butteranno allora in una vita cosiddetta normale: il matrimonio e splendidi figli che saranno l’unica gioia di cui potranno godere nelle loro vite a metà.
Per vent’anni si incontreranno tre o quattro volte all’anno, sempre lì, al pascolo di Broadbeack Mountain per vivere intensamente ogni attimo, per vivere stralci di una vita insieme che non avrebbero mai potuto avere. Solo la morte di Jack romperà l’incanto.
E’ una storia d’amore e di dolore questa, che il regista riesce a far vivere con la giusta intensità; non come la vicenda scabrosa tra due aitanti cowboys.
La pellicola può risultare a tratti lenta ma è il rischio che si corre quando si cerca di affrontare con tatto un argomento che, pur vivendo nel ventunesimo secolo, i più si ostinano ad ignorare.
Non è la storia di due cowboys gay è una storia d’amore come tante, anzi più bella di tante altre cosiddette ‘normali’ ma prive di emozioni.
Era necessario portare sullo schermo una vicenda come questa?
Forse si, per tutti coloro che pensano che omosessualità voglia dire piume di struzzo rosa e vita gaia che gaia non è affatto.
Per tutti coloro che non pensano a nulla credendo sempre e comunque di essere on the right side of the road.
autore: Fabio Bergomi/ "Ame"
approfondimenti: www.vocedimilano.it

www.noncistodentro.org - ver. #1
Ultima modifica: 20 Giugno 2005
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